Con la riforma delle amministrazioni comunali del 1926, l’Italia fascista sostituì nei comuni i sindaci eletti dalla popolazione con funzionari nominati dallo Stato, i podestà. Inizialmente fu prevista l’introduzione di un podestà nei comuni più piccoli (fino a 5.000 abitanti) e solo in un secondo momento nelle città più grandi. Nelle città del Trentino e dell’Alto Adige, tuttavia, molti sindaci e consigli comunali eletti furono destituiti già negli anni precedenti e sostituiti da amministrazioni commissariali (commissari prefettizi).
Nel caso dei podestà in Alto Adige si trattava per lo più di italiani provenienti dalle cosiddette “vecchie province” oppure dal Trentino, spesso poco familiari con le condizioni locali e non sempre all’altezza del proprio compito. Sembra non corrispondere del tutto a questa immagine il nuovo podestà di Prato allo Stelvio, anche per la sua partecipazione alla processione del Corpus Domini e di Sant’Antonio, come scriveva il Volksbote del 10 giugno 2026:
“Nella nostra comunità, insieme a Montechiaro (Lichtenberg) e Stelvio, , è stato nominato un podestà nella persona del signor Johann Callegari . Poiché egli risiede qui da diversi anni come commerciante, conosce anche le nostre condizioni, sa rapportarsi con la popolazione, parla e scrive entrambe le lingue e, cosa che per noi non è priva di importanza, dà a Dio ciò che è di Dio. Durante la processione, purtroppo piovosa, del Corpus Domini egli accompagnò il Santissimo con una candela accesa. Così anche oggi alla processione di Sant’Antonio. Il signor Callegari assunse l’incarico dall’ultimo rappresentante autonomo della nostra comunità, il signor Alois Mailänder, il quale dal 1922, insieme alla giunta uscente, ha svolto il proprio compito con il massimo impegno e con esemplare senso del dovere, diventando un modello per tutti i suoi successori. A lui e ai suoi fedeli collaboratori vanno mille ‘Vergelt’s Gott!’ per il lavoro svolto!“