L'italianizzazione dei cognomi in Sudtirolo diventa realtà
Tra i Provvedimenti per l’Alto Adige presentati nel 1923 dal senatore Ettore Tolomei era prevista anche l’italianizzazione dei cognomi tedeschi, ritenuti di origine italiana. Con il Regio ‘Decreto n. 17 del 10 gennaio 1926 fu disposta la conversione di tali cognomi; in tarda estate seguì il relativo regolamento di attuazione. Esso incaricava il prefetto di istituire un registro di tutti i cognomi da trasporre nella loro forma italiana. Alla fine di settembre giunsero infine ai giudici precise istruzioni pratiche da parte della Procura di Bolzano.
“Con un regio decreto legge è stato ora disposto che i cognomi in Sudtirolo, che avevano origine da nomi italiani o latini ed erano stati tradotti in tedesco, debbano tornare italiani. La conversione nella forma italiana viene pronunciata con decreto, e chiunque utilizzi il proprio cognome nella vecchia, genuina forma tedesca sarà punito con un'ammenda da 500 a 3000 lire.
Mentre la stampa locale di lingua tedesca, a causa della censura, poteva riferire delle misure di italianizzazione al massimo in tono neutro, le critiche nei paesi di lingua tedesca si fecero sempre più forti. Così scrissero le Kitzbüheler Nachrichten l'11 settembre 1926:
Ciò che gli italiani si permettono con questo provvedimento può essere definito soltanto sfrontatezza. Il richiamo all’origine italiana o latina è naturalmente pura ipocrisia, il cui scopo è, in primo luogo, fornire un pretesto a questo furto di nomi e, in secondo luogo, presentare agli stranieri che viaggiano in Alto Adige nomi italiani, per dimostrare così che la popolazione è italiana. Siamo curiosi di vedere quale assurdità scaturirà da questa italianizzazione dei nomi.”