USP). Il punto di vista d’importanti storici quali Carlo Romeo, Hans Heiss, Walter Obwexer e Esther Happacher; ma anche quello dei diplomatici internazionale Gregor Schusterschitz e Fernand de Varennes. E quello, dall’interno ma non troppo, della giornalista altoatesina Lilli Gruber. La Provincia autonoma di Bolzano ha voluto dedicare all’80° anniversario dell’Accordo De Gasperi-Gruber una brochure. L’Agenzia di stampa e comunicazione, che ne ha curata la realizzazione sotto l’impulso del presidente Arno Kompatscher, s’è impegnata perché non fosse la “solita” pubblicazione.
“La nostra idea era quella di mettere in luce il significato e la portata dell’Accordo di Parigi da diversi punti di vista: storico, giuridico e socio-politico, ma anche alla luce del diritto internazionale e degli sviluppi attuali”, afferma la direttrice, Claudia Messner.
Il punto di vista degli storici
Nella brochure trova spazio, innanzitutto, il testo dell’Accordo di Parigi del 1946 (nella versione originale inglese e nelle sue traduzioni in tedesco e italiano). Poi, spazio alle ricostruzioni storiche: quella di Carlo Romeo, secondo il quale l’accordo bilaterale tra due Paesi usciti sconfitti dalla Seconda Guerra Mondiale fissò sul piano internazionale alcuni principi per l’epoca fortemente innovativi; quella di Hans Heiss, che, partendo dall’Accordo del 1946, ripercorre a tappe l’intera storia altoatesina, arrivando fino ad ipotizzare “come saremo” nel 2036; e quella di Werner Pescosta, vale a dire quello della minoranza ladina, esclusa dall’Accordo De Gasperi-Gruber e solo successivamente destinataria di forme di tutela più ampie.
L’Accordo di Parigi visto da lontano
Più “internazionale” il punto di vista dei diplomatici. L’ambasciatore austriaco Gregor Schusterschitz sottolinea come l’Accordo si sia rivelato nel lungo periodo una solida base per una soluzione pacifica e dinamica della questione sudtirolese. Va anche oltre l’ex relatore speciale delle Nazioni Unite Fernand de Varennes, che sprona la Provincia autonoma di Bolzano a condividere più attivamente la propria esperienza quale modello di risoluzione dei conflitti internazionali legati alle minoranze.
Due “chicche”: gli scambi di note e la versione di Lilli
Singolari altri due contributi: lo studio di Walter Obwexer ed Esther Happacher sugli scambi di note tra Italia e Austria, forma particolare di collaborazione bilaterale che supporta e garantisce nel quadro del diritto internazionale l’ulteriore sviluppo dell’Autonomia; e il racconto “biografico” da “straniera a Verona” prima ed a Roma poi della giornalista televisiva e scrittrice Lilli Gruber, per la quale quelle dell’Accordo di Parigi furono “parole per far tacere le armi”, anche se, dopo la firma del 1946, servirono decenni per ottenere l’Autonomia e per la comprensione della questione altoatesina.
La brochure è disponibile online sulla "biblioteca dell’Autonomia" nelle tre versioni linguistiche in italiano, tedesco e ladino.
Documentario sui negoziati dell'Accordo di Parigi
Il regista Andreas Pichler ripercorre i negoziati storici dal punto di vista della delegazione altoatesina guidata da Friedl Volgger. Documentario disponibile sui canali YouTube della Provincia.
Il documentario “L’arte del compromesso. Parigi – Alto Adige 1946” offre uno sguardo retrospettivo sul periodo e sulle condizioni generali in cui si svolsero i negoziati dell'Accordo di Parigi. Il regista Andreas Pichler ricostruisce i negoziati dal punto di vista dei tre altoatesini presenti a Parigi come membri della delegazione austriaca.
Il docufilm, realizzato su incarico della Provincia autonoma di Bolzano, è disponibile sul canale YouTube della Provincia.
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