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Grande Guerra, Kompatscher alle celebrazioni di Innsbruck

Il presidente a Innsbruck ha sottolineato il valore dell’Europa e dell’Euregio: "No al nazionalismo, il futuro si costruisce solo insieme".

I presidenti Kompatscher e Platter insieme al rappresentante del Trentino Giuseppe Zorzi durante la cerimonia. Foto: Land Tirol/Die Fotografen
Zoomansicht I presidenti Kompatscher e Platter insieme al rappresentante del Trentino Giuseppe Zorzi durante la cerimonia. Foto: Land Tirol/Die Fotografen
La cerimonia si è svolta nella sala Dogana al centro Kongress di Innsbruck. Foto: Land Tirol/Die Fotografen
Zoomansicht La cerimonia si è svolta nella sala Dogana al centro Kongress di Innsbruck. Foto: Land Tirol/Die Fotografen

"L'imperialismo e il nazionalismo hanno causato la Prima Guerra Mondiale con 17 milioni di vittime, dolori inenarrabili e distruzione senza fine. E' stata la guerra la cui fine ha significato lo smembramento del Tirolo e lo spostamento del confine italiano al Brennero. Solo dopo l'esperienza del fascismo e del nazionalsocialismo, di una nuova guerra mondiale e dell'Olocausto, l'Europa ha appreso la giusta lezione e trovato la strada per una collaborazione proficua". Questo il commento pronunciato dal presidente della Provincia Arno Kompatscher oggi (2 novembre) a Innsbruck in occasione della prima delle tre Giornate della riflessione organizzate per il centenario dalla fine della Prima Guerra Mondiale, il 4 novembre 1918. "Il progetto europeo ci ha portato 70 anni di pace, sicurezza e benessere. Oggi dobbiamo però prendere atto con grande preoccupazione che sfide come le migrazioni, la globalizzazione e la digitalizzazione rendono insicure molte persone e le hanno rese più inclini a cercare soluzioni semplici ai propri problemi. Il fascino di una guida forte in seno a uno Stato forte, che porti avanti unicamente gli interessi della propria nazione, sta diventando sempre più forte. Un secolo dopo la fine della Prima Guerra Mondiale sappiamo che è stato esattamente un approccio di questo tipo a provocare la più grave catastrofe del ventesimo secolo, portandoci a lottare con ancora maggiore determinazione contro il nazionalismo e per un'Europa unita" ha aggiunto Kompatscher. "Una cosa credo sia molto chiara: l'Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino rappresenta la reale possibilità di superare i confini e di dare vita a una poccola Europa all'interno dell'Europa" ha concluso il presidente altoatesino. Le Giornate della riflessione 1918-2018 di Innsbruck, programmate da oggi a domenica 4 novembre, sono organizzate dal Land austriaco del Tirolo con il patrocinio dell’Euregio.

La storia insegna

La manifestazione è stata inaugurata oggi (2 novembre) alla presenza del Landeshauptmann del Tirolo Günther Platter nell’ambito di una festa commemorativa con musica dell’Euregio, testimonianze storiche dell’epoca, una preghiera comune per la pace e una conferenza scientifica sulla Prima Guerra mondiale della storica Gunda Barth-Scalmani dell’Università di Innsbruck. Domani (3 novembre) è in programma il congresso sul domani intitolato Riflessioni sul futuro che sarà inaugurato dai tre presidenti dell’Euregio. A partire dalle 11 sono previste conferenze di Michael Gehler, storico dell’Università di Hildesheim, e della giornalista della Süddeutsche Zeitung Alexandra Föderl-Schmid. Nel pomeriggio gruppi di lavoro ad hoc approfondiranno sei tematiche: "Tradizione e apertura della società", "Bene proprio e bene comune", "Autonomia e cooperazione", "Sviluppo e risorse naturali limitate", "Connessione globale in rete e incontro analogico", "Libertà di movimento e congestione del traffico". Domenica 4 novembre la manifestazione proseguirà con lo scambio fra le best practice dei Comuni del Tirolo. La fine della Grande Guerra, il 4 novembre di 100 anni fa, è per l’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino un’occasione per ritrovarsi su una base storica comune per guardare al futuro e per affrontare insieme le sfide del futuro.

USP


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