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Giornata del rifugiato, l'integrazione inizia con lingua e lavoro

Attualmente in Alto Adige vi sono 1650 persone richiedenti asilo ospitate in 27 strutture: dai 900 ai 1000 sono in grado di lavorare e 158 hanno un contratto.

Il test consente una valutazione molto precisa delle competenze artigianali, motorie oltre che di natura pratica e sociale e facilita quindi la definizione delle capacità e dei punti di forza dei singoli utenti
Zoomansicht Il test consente una valutazione molto precisa delle competenze artigianali, motorie oltre che di natura pratica e sociale e facilita quindi la definizione delle capacità e dei punti di forza dei singoli utenti

In occasione della Giornata mondiale del rifugiato, l’assessora provinciale Martha Stocker sottolinea "l’impegno della Provincia finalizzato all’integrazione sociale e lavorativa delle persone richiedenti asilo". I profughi possono avviare un regolare contratto di lavoro o partecipare ad un praticantato aziendale 60 giorni dopo la presentazione della loro richiesta di asilo, e da questa data possono essere assunti sia nel privato che nel pubblico in base alle norme del diritto del lavoro valide per i cittadini italiani. Il lavoro volontario può essere invece svolto immediatamente. L’assessora Stocker aggiunge che "le maggiori difficoltà per l’inserimento lavorativo dei richiedenti asilo sono rappresentate dalla carenza di conoscenze linguistiche e dall’incertezza sulla qualificazione professionale delle singole persone. Siamo quindi impegnati a superare questi ostacoli attraverso appositi progetti”.

Profughi, 158 lavorano in Alto Adige

Attualmente in Alto Adige 158 richiedenti asilo, provenienti da Asia ed Africa, hanno già stipulato un contratto di lavoro ed altre 33 persone stanno svolgendo un praticantato presso aziende locali. La tendenza in questo settore è in crescita: nel 2017 sono già stati stipulati 79 praticantati aziendali, e altre 200 persone sono occupate in attività di pubblica utilità e nel lavoro volontario. Dal numero di 1650 richiedenti asilo presenti  in Alto Adige sono esclusi minori, donne con bambini piccoli ed alcune persone non in grado di lavorare.

Duemila ore di corsi di lingue

Ogni mese vengono offerti in media alle persone richiedenti asilo presenti in provincia circa 2000 ore di corsi di lingue. "La conoscenza delle due lingue principali - prosegue l'assessora - è il requisito fondamentale per ottenere un rapporto di lavoro retribuito. Tutti coloro che vogliono vivere e lavorare in Alto Adige devono confrontarsi in maniera intensiva con l’acquisizione delle lingue ed utilizzare in maniera mirata le offerte messe a loro disposizione". In questo ambito un ruolo fondamentale viene svolto dai numerosi volontari che mettono a disposizione il loro tempo e le loro conoscenze nel campo dei corsi di lingue e di alfabetizzazione. Oltre ai corsi messi a disposizioni dall’Ufficio educazione permanente un ruolo importante viene svolto dall’utilizzo informale della lingua attraverso i contatti con la popolazione locale e la partecipazione alle attività organizzate dalle associazioni presenti sul territorio.

Progetto pilota sulle competenze professionali

Saranno circa 300 le persone richiedenti asilo che tra il 2017 ed il 2018 prenderanno parte al test “HametSF” organizzato nell’ambito di un progetto pilota presso la cooperativa Akrat di Bolzano, grazie al quale è possibile testare le competenze professionali dei singoli e riassumerle in un documento conclusivo. Il test consente una valutazione molto precisa delle competenze artigianali, motorie oltre che di natura pratica e sociale e facilita quindi la definizione delle capacità e dei punti di forza dei singoli utenti. Il 30% degli 85 richiedenti asilo che sinora si sono sottoposti a questo test, hanno trovato un posto di lavoro.

FG


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