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I presidenti dell'Euregio al ministro Alfano: collaboriamo insieme nel vero spirito europeo

Cinque le proposte avanzate dal presidente Kompatscher durante l'incontro di oggi (22 febbraio) a Roma con il Ministro Alfano per quanto riguarda i controlli di confine previsti dall'Austria: gestione del flusso dei migranti, distribuzione tra regioni, riparto nazionale, utilizzo delle caserme, coinvolgimento delle forze di Polizia. Su tutti i punti il governo ha assicurato il proprio sostegno.

I Presidenti dei tre territori dell'Euregio hanno parlato oggi con il ministro Angelino Alfano sulla questione profughi e confini - Foto: USP/Maria Dolores Dell'Antonio
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Kompatscher, Rossi e Platter ricevuti a Roma dal Ministro dell'Interno Angelino Alfano
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All'incontro, oltre a Kompatscher e Alfano, hanno partecipato i presidenti di Trentino e Tirolo, Ugo Rossi e Günther Platter, il sottosegretario Domenico Manzione, il capo della Polizia Alessandro Pansa, il capo dipartimento per l'immmigrazione Mario Marcone, il prefetto Giovanni Pinto e la capa di gabinetto Luciana Lamorgese. “La presenza di personalità di così alto profilo – sottolinea Kompatscher – dimostra l'importanza del tema e la massima attenzione con cui il governo italiano segue l'evolversi della situazione. Si tratta del riconoscimento dell'azione congiunta che stiamo portando avanti come Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino”.

A tale proposito, il presidente altoatesino ha ricordato che “nonostante tutte le difficoltà di natura politica, ma non solo, l'Euregio sta dimostrando di voler affrontare assieme la questione delle persone richiedenti asilo, in uno spirito europeo di piena solidarietà e condivisione”. Per quanto riguarda la decisione dell'Austria di intensificare i controlli ai confini, compreso quello del Brennero, Kompatscher ha sottolineato che si tratta di una scelta “dolorosa da accettare, ma della quale prendere atto. Il motivo di ciò risiede nell'incapacità degli stati europei di mettere in sicurezza i confini esterni, di ricollocare i richiedenti asilo tra gli stati e di attuare il rimpatrio di quanti non hanno diritto all'asilo”. Ribadendo la volontà di proseguire in un percorso comune con Trento e Innsbruck, Kompatscher ha sottoposto ai rappresentanti del governo e del Ministero dell'Interno una serie di proposte per far fronte ad eventuali situazioni di difficoltà provocate dall'intensificazione dei controlli ai confini di Stato, una misura che comunque “dovrà avere le minori conseguenze possibili sul transito di merci e di persone”.

La Provincia di Bolzano, dunque, ha chiesto innanzitutto di regolare il flusso di migranti all'interno del territorio nazionale, anche tramite la creazione di Hotspot nelle zone di ingresso dei migranti sul territorio nazionale. Nel caso in cui i controlli di confine portassero ad una forte presenza di migranti in transito nelle zone di frontiera, viene chiesta una loro redistribuzione sul territorio nazionale, in modo da evitare eccessive concentrazioni.
Tra i cinque punti spicca inoltre la redistribuzione dei richiedenti asilo che si trovano nelle Regioni del Nord in base delle quote regionali previste, come al momento avviene per quanti giungono nel Sud Italia e presentano domanda di asilo. Bolzano, inoltre, ha chiesto la messa a disposizione anticipata di aree militari coinvolte negli accordi di permuta Stato-Provincia in caso di necessità, e la partecipazione delle forze di polizia agli incontri di scambio fra Alto Adige, Trentino e Tirolo.

"Abbiamo già istituito una task force - hanno sottolineato ancora Rossi, Kompatscher e Platter - che si riunirà mercoledì. Sarebbe utile che ne facessero parte anche un rappresentante della Questura e del Ministero dell'Interno.  Abbiamo invitato gli amministratori dell'Autostrada del Brennero e delle Ferrovie  e chiesto il coinvolgimento della Polizia di Stato. In questa situazione crediamo siano necessarie nuove e urgenti misure politiche, a livello nazionale: sia gli hot spot in entrata nel nostro Paese sia anche strumenti di sistema per la gestione di chi arriva attraverso  la rotta balcanica".

Come presidente di turno dell'Euregio Rossi ha aggiunto che "la nostra è una sperimentazione di Europa, che nasce dal basso. Ci crediamo e vogliamo continuare a credeteci. Assieme diciamo che lo spirito con cui ci apprestiamo ad affrontare questa emergenza deve essere quello di Schengen. So che il nostro Paese sta lavorando con convinzione in  questa direzione. Poi però ci sono le decisioni dei singoli Stati che se in qualche misura possono essere comprese in termini di numeri, sono comunque contrarie ai principi dell'Europa unita.  Come Province autonome siamo pronte a fare la nostra parte, a offrire collaborazione. Chiediamo però che tutto questo si  accompagni a una logica di prevenzione dei fenomeni che si stanno generando".

Da parte del Ministro Alfano e è giunta la rassicurazione che “il governo sosterrà queste richieste, diverse delle quali si muovono nella direzione già intrapresa a livello statale”. Il presidente Arno Kompatscher ha espresso la propria “soddisfazione per la risposta ricevuta” e ha ribadito che “una soluzione complessiva della questione resta nelle mani dell'Unione Europea”.

mb


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