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Summit dell'Ocse con i nuovi partner del Centro di Trento ed i rappresentanti delle istituzioni italiane

Vertice oggi a Trento dei rappresentanti dell’Ocse e delle Istituzioni italiane per pianificare, assieme agli attori territoriali, le nuove attività del Centro Ocse-Leed di Trento nel quinquennio 2016-2020, alla luce delle recenti novità, in particolare l’allargamento della partnership a: Regione Autonoma del Trentino Alto Adige-Sudtirol, Provincia autonoma di Bolzano-Bozen, Camera di Commercio di Udine e Fondazione di Venezia, che ha aperto un ufficio satellite nella città lagunare. L'ingresso dei nuovi partner configura un cambiamento significativo nella governance del Centro e di conseguenza anche un deciso "cambio di passo" nella realizzazione dei suoi incarichi, legati al programma Leed sullo sviluppo territoriale e coordinati in sede locale da un apposito Comitato di pilotaggio.

Presenti al meeting - e alla relativa conferenza stampa - Sylvain Giguère, responsabile del programma Leed, l’ambasciatore e capo della rappresentanza permanente d’Italia presso le Organizzazioni Internazionali a Parigi Gabriele Checchia, il presidente della Camera di Commercio di Udine Giovanni Da Pozzo, il direttore della Fondazione di Venezia Fabio Achilli, il presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi, anche nella sua veste di attuale presidente della Regione autonoma Trentino Alto Adige.
Il Centro di Trento è nato nel 2003, ha sede in vicolo San Marco, nell’ex-convento degli Agostiniani di Trento. A fronte dello sforzo strategico che ha portato all'allargamento della compagine che lo sostiene, il contributo annuale a carico della Provincia autonoma di Trento è stato recentemente dimezzato, e portato a 500.000 euro annue.
Dopo l’apertura ai nuovi soggetti di Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia, che configura una governance interregionale allargata all’intero sistema del Nord-est, con possibili proiezioni internazionali, il Centro di Trento viene considerato sempre di più come un modello significativo dalla stessa Ocse, organizzazione con sede a Parigi a cui aderiscono 34 dei Paesi paesi economicamente più sviluppati. Nel corso del vertice sono stati discussi, nelle diverse sessioni di lavoro, i temi che saranno oggetto dell'attività del Centro, come concordati lo scorso novembre a Parigi, fra cui il supporto all’internazionalizzazione delle piccole-medie imprese, i distretti turistici e le imprese culturali come motori dello sviluppo territoriale, l’uso dei fondi strutturali europei, il potenziamento del trilinguismo, l’internazionalizzazione.

Cresce dunque, dopo 12 anni, la presenza dell’Ocse in Trentino, ma si allarga al tempo stesso la rosa dei partners e di conseguenza il suo modello di governance. Il summit organizzato a Trento ha portato nel capoluogo, fra gli altri, i rappresentanti dell’Organizzazione internazionale nata nel 1961 per favorire la cooperazione fra i paesi economicamente più sviluppati, sulla scorta dell’esperienza maturata dall’Oece (soggetto costituito nel 1948, subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale, in piena "ricostruzione") e delle istituzioni italiane.
Se un tempo l’approccio ai temi dello sviluppo era principalmente di carattere “macro” (guardava cioè preferenzialmente agli stati e alle aggregazioni di stati), oggi assume sempre maggiore rilevanza la dimensione locale, dove le politiche devono essere condivise e correttamente applicate. Una terra dotata di una fortissima autonomia territoriale come il Trentino, è parsa pertanto fin da subito come un luogo ideale dove articolare un ragionamento centrato sulle governance regionali e sul loro ruolo nella promozione della crescita economica e dell’occupazione.

La recente apertura all’Alto Adige, al Veneto e al Friuli Venezia Giulia, testimonia del forte impegno dell'Ocse in Trentino e della volontà di sperimentare nuove forme di sinergia e di collaborazione fra territori limitrofi e comunque accomunati da problematiche simili, come sottolineato con diversi accenti da tutti i presenti, compresi i rappresentanti dello Stato italiano, che a sua volta sta valutando l’adesione diretta al Centro di Trento attraverso l’Agenzia nazionale per la coesione territoriale.

Il ruolo che il Centro Ocse-Leed esercita in un territorio come il Trentino e, più in generale, in un’area geografica come quella del Nord-est, non si può prescindere dal carattere in qualche modo “trasversale” delle attività sviluppate: ricerche, meeting, summit che coinvolgono gli esperti nei diversi settori di intervento ma anche politici e decision-makers, e che costituiscono occasioni importanti per il confronto e lo scambio di buone prassi. I soggetti che supportano direttamente l’Ocse hanno inoltre la facoltà di chiedere l’attivazione di ricerche ed altre attività ad hoc, pensate per affrontare temi specifici. Quella del trilinguismo ne è un esempio.
Come sottolineato dal governatore Ugo Rossi "il Trentino ha bisogno di aprirsi  ancora maggiormente all'esterno, con il suo sistema delle imprese, con la sua università e le sue fondazioni di ricerca, ed anche sul versante prettamente istituzionale. La presenza sul nostro territorio dell'Ocse assume in questo senso per noi una valenza strategica, specie alla luce dei contenuti del  programma Leed, dedicato ai temi dello sviluppo locale. L'adesione al Centro di altre realtà territoriali con cui collaboriamo strettamente costituisce un ulteriore sprone ad utilizzare fino in fondo le opportunità che questa presenza ci offre".

Di ambiziosa agenda di lavoro per i prossimi cinque anni ha parlato il responsabile del progetto Leed Giguère, "per Trento e per l'intera area del Triveneto. Da un lato i territori coinvolti avranno l'opportunità di studiare e successivamente implementare  alcune delle migliori pratiche sviluppate a livello internazionale; dall'altro il resto del mondo potrà fare il contrario, cioè studiare l'esperienza del Nord-est italiano. Perché tutto ciò che viene posto in essere nel centro di Trento  e nell'ufficio di Venezia ha anche un impatto importante al di fuori dei confini dei territori coinvolti". 

«La partnership con l’Ocse – ha detto il direttore della Fondazione di Venezia Achilli, anche a nome del presidente Giampiero Brunello – assume per noi un particolare significato, perché è accompagnata dall’apertura di un ufficio a Venezia, ospitato presso la nostra sede. Un luogo, un hub accademico, nel quale abbiamo già cominciato a creare occasioni di contatto e collaborazione che coinvolgono anche le Università Ca’ Foscari e Iuav di Venezia e gli altri atenei del territorio. Nei prossimi mesi gli spazi dell’ufficio cresceranno, per ospitare conferenze e seminari, accogliere studiosi e ricercatori, consolidare i rapporti con gli altri attori di questa partnership. In aprile – dal 18 al 20 - Venezia ospiterà il Forum Leed sulla partnership e lo sviluppo locale, con oltre 300 partecipanti previsti, mentre a novembre di quest'anno si terrà, sempre a Venezia, il Forum mondiale sulle statistiche del turismo».

Gli ha fatto eco il  presidente della Camera di Commercio di Udine Da Pozzo, che ha portato anche i saluti della presidente della Regione Friuli Venezia Giulia  Debora Serracchiani. "Noi abbiamo a nostra volta già sviluppato un significativo rapporto di collaborazione con l’Ocse, su vari progetti di interesse regionale, fin dal 2008. La nostra è una economia fortemente internazionalizzata, e quindi abbiamo accolto con vivo entusiasmo la proposta di entrare a far parte di questa partnership, che vede protagonista un'are, quella del Nord-est, fra le più interessanti d'Europa, che merita di essere maggiormente studiata, conosciuta e valorizzata per la ricchezza delle tue specificità".

Ed ancora: l'ambasciatore Checchia, nel confermare l'importanza di questa "fase 2" del centro Ocse Leed, che coinvolge attori sia pubblici che privati, ha sottolineato "il ruolo  propulsivo svolto dalla Farnesina, a dimostrazione dell’interesse delle istituzioni italiane per questa esperienza. L’Ocse ha un ruolo estremamente importante per far penetrare le migliori prassi anche a livello territoriale e svolge un ruolo determinante nel processo di internazionalizzazione del sistema-Paese".

Sul piano operativo, le questioni dibattute, e che saranno al centro dell’attività dell’Ocse di Trento da qui al 2020 sono in sintesi:

- ruolo del turismo, dei beni culturali, nonché delle industrie “creative”, nel promuovere uno sviluppo che faccia perno sulle peculiarità locali (dai musei ai centri urbani). Nel 2016 è prevista fra l'altro una Conferenza internazionale organizzata dall' Ocse assieme ai partner, per presentare i risultati delle attività svolte.

- imprenditorialità, sviluppo, innovazione e internazionalizzazione delle pmi (tema particolarmente sentito in tutto il Nord-est italiano). Nelle iniziative rivolte alle piccole-medie imprese, alle start up e quant'altro, sono coinvolte le agenzie di sviluppo locale, i servizi di supporto alle attività economiche, le autorità locali e regionali, nonché università e istituti di formazione.

- occupazione, competenze e creazione di lavoro, perseguendo una sempre più stretta corrispondenza tra domanda e offerta di competenze, l'adozione di politiche meno frammentate e una maggiore aderenza alle esigenze dello sviluppo economico locale.

- utilizzo dei fondi strutturali europei (tema proposto fra gli altri dalla Provincia autonoma di Bolzano).

- potenziamento del trilinguismo/multilinguismo (argomento caro alla Provincia autonoma di Trento, forte del programma straordinario per la diffusione della conoscenza di italiano, tedesco e inglese nelle scuole provinciali di ogni ordine e grado avviato ad inizio legislatura).

- internazionalizzazione dei territori e loro "messa in rete".

Inoltre sono stati programmati la settima edizione della consueta Summer school per la cooperazione e lo sviluppo locale, organizzata con il Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale di Trento, l'università di Medellin (Colombia) l'Eafit, la Federazione trentina della cooperazione, e il Forum Leed sulla partnership e lo sviluppo locale, che si terrà a Venezia dal 18 al 20 aprile 2016, con oltre 300 partecipanti.

Particolare attenzione è stata dedicata nel corso dei lavori anche alla questione degli strumenti operativi: l'Ocse, a questo proposito, organizzerà dei seminari per mettere a fuoco "cosa funziona" nel campo della progettazione e implementazione delle politiche. Tradizionalmente l'organizzazione lavora attraverso ricerche, indagini e rapporti che vengono poi condivisi dai soggetti membri e diventano parte integrante delle politiche economiche statali, nonché attraverso attività di capacity-building, volte cioè al rafforzamento delle capacità e delle competenze degli attori locali. Trasferire le buone esperienze da un contesto all'altro richiede capacità di analisi, comprensione dei fattori critici di successo e dei nessi esistenti fra l'intervento politico e il cambiamento. Alcuni Paesi hanno istituito dei «centri di conoscenza» per effettuare valutazioni su larga scala, realizzare progetti pilota e divulgare le esperienze di maggior successo. Più di recente hanno fatto la loro comparsa i Policy Labs, laboratori che rompono con la tradizione di sviluppare servizi pubblici "dall'alto", per istituire invece un ambiente creativo e  interdisciplinare,  assieme agli stessi consumatori finali, dove mettere a punto le risposte e le soluzioni di volta in volta più adeguate.

All.: foto e slides

immagini a cura dell'ufficio stampa del Trentino


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