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Profughi e controlli ai confini, problema europeo

Interventi per ridurre il flusso di migranti, ripartizione sul territorio nazionale dei profughi in transito, provvedimenti per sgravare il Nord-Est da un'eccessiva presenza di persone richiedenti asilo. Questi, secondo il presidente altoatesino Arno Kompatscher, i tre punti da seguire nella strategia "per fronteggiare un’emergenza di dimensioni internazionali che richiede l'intervento dell'Europa".

“Se la situazione si evolverà in direzione di maggiori e più rigidi controlli da parte dell’Austria – ha sottolineato Arno Kompatscher – chiediamo che anche l’Italia si muova per ridurre il flusso di migranti che, in caso contrario, sarà destinato ad aumentare rapidamente e in maniera considerevole: per quanto riguarda i profughi, ma non solo”. Il riferimento è in maniera particolare alla rotta balcanica: “Si corre il rischio – ha aggiunto il Landeshauptmann – che chi utilizza questo tragitto per raggiungere il Nord-Europa rimanga bloccato in Italia proprio a causa dei controlli ai confini, andando a congestionare Regioni che già devono far fronte a situazioni difficili" Al valico del Brennero, ad esempio, il punto di appoggio umanitario ha fornito assistenza nel solo 2015 a circa 27.300 persone. "Se aumentasse non solo il numero delle persone in transito - ha precisato Kompatscher - ma anche la durata della permanenza, che sino ad ora era limitata ad un paio di giorni, la situazione si complicherebbe”.

Pur ribadendo l’impegno della Provincia di Bolzano in un’ottica di solidarietà e accoglienza, il presidente altoatesino ha chiesto che “i profughi provenienti dai Balcani che presenteranno richiesta di asilo in Italia vengano registrati e inseriti nel sistema di riparto nazionale, come già fatto ad esempio per gli sbarchi a Lampedusa. In Alto Adige – ha spiegato Kompatscher – vi sono già circa 200 persone in più rispetto al previsto, e sono necessarie misure in grado di arginare il problema. Creare un hot-spot al Brennero? Il Ministro Alfano ha detto che è un'ipotesi, ma una struttura del genere avrebbe probabilmente più senso nei luoghi di entrata delle persone”.

Il Landeshauptmann, inoltre, ha ribadito che “l’emergenza profughi può essere realmente risolta solo tramite una forte presa di coscienza da parte dell’Unione Europea, chiamata a mettere in sicurezza i confini esterni senza invece intaccare i principi del trattato di Schengen. Occorre un deciso intervento della UE, non si può pensare di delegare ai singoli paesi o alle singole regioni un problema di dimensione internazionale”. I tre punti sono stati ribaditi da Arno Kompatscher in una lettera congiunta con il presidente trentino Ugo Rossi, inviata nei giorni scorsi al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, al Ministro dell’interno Angelino Alfano e ai presidenti di Veneto e Friuli-Venezia Giulia, Luca Zaia e Debora Serracchiani.

mb


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