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Vertice a Milano con Kompatscher, UE, Governi: via alla macroregione alpina

A grandi passi verso la macroregione alpina con 7 Stati e 48 Regioni: oggi (1° dicembre) la Conferenza di Milano ha delineato la bozza del Piano di azione, che punta su sviluppo economico, trasporti e ambiente. Viene ora trasmessa alla Commissione europea per l'approvazione entro giugno 2015. Tra i 1000 delegati a Milano anche il presidente Arno Kompatscher, la commissaria UE, i membri di Governo.

Uniti per la macroregione alpina: da sinistra, il sottosegretario Bressa, i presidenti Zaia, Maroni e Kompatscher (USP/pf)
Zoomansicht Uniti per la macroregione alpina: da sinistra, il sottosegretario Bressa, i presidenti Zaia, Maroni e Kompatscher (USP/pf)
Il presidente altoatesino Kompatscher durante l'intervento alla Conferenza di Milano
Zoomansicht Il presidente altoatesino Kompatscher durante l'intervento alla Conferenza di Milano
Tra i 1000 delegati a Milano: il presidente Kompatscher con il sottosgretario Bressa, i presidenti Zaia e Maroni e la commissaria UE Cretu (in bianco) (Foto USP/pf)
Zoomansicht Tra i 1000 delegati a Milano: il presidente Kompatscher con il sottosgretario Bressa, i presidenti Zaia e Maroni e la commissaria UE Cretu (in bianco) (Foto USP/pf)
Kompatscher durante il dibattito a Milano sulla macroregione
Zoomansicht Kompatscher durante il dibattito a Milano sulla macroregione

Il progetto della strategia macroregionale per le Alpi (EUSALP) coinvolge sette Stati (Italia, Francia, Germania, Austria, Slovenia, Svizzera e Liechtenstein) e una popolazione complessiva di 70 milioni di abitanti suddivisi tra 48 Regioni, tra cui Liguria, Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. Un anno fa a Grenoble muoveva i primi passi con l'obiettivo di aumentare la cooperazione transfrontaliera tra gli Stati alpini grazie al possibile finanziamento con fondi strutturali e di investimento dell'UE. La Commissione europea, incaricata dal Consiglio europeo di predisporre una strategia per la Regione alpina, ha concluso ora la consultazione pubblica online sul tema per coinvolgere ogni soggetto o ente interessato.

I risultati della consultazione sono stati discussi alla Conferenza di Milano, che ha avviato la stesura del Piano di azione della macroregione alpina che la Commissione europea presenterà entro giugno 2015. Il vertice di Milano, un passaggio fondamentale, ha registrato una partecipazione istituzionale di 1000 delegati. Il presidente Kompatscher ha potuto incontrare tra gli altri la commissaria UE alle politiche regionali Corina Cretu, i sottosegretari del governo Gianclaudio Bressa, Barbara Degani e Benedetto Della Vedova, i colleghi presidenti delle Regioni Sergio Chiamparino, Roberto Maroni, Luca Zaia, Ugo Rossi e il tirolese Günther Platter. Le Regioni puntano a definire e finanziare azioni comuni su infrastrutture, ambiente e politiche economiche, ma anche ad avere un ruolo di primo piano nelle trattative con l'UE sui fondi strutturali e tematiche comuni.

"Non c'è dubbio che oggi sia necessaria una strategia comune per le ragioni alpine - ha detto nel Palazzo della Regione Lombardia Kompatscher - a cominciare da sviluppo sostenibile e collegamenti per le realtà rurali, sia la banda larga o l'intermodalità." Soffermandosi sulla distanza delle singole capitali rispetto alle regioni alpine, Kompatscher ha ricordato che "la distanza non è solo geografica ma spesso anche mentale rispetto ai problemi delle regioni alpine. Per questo è fondamentale una strategia che nasca dal basso, dal territorio e dai suoi bisogni concreti. La risposta alla crisi non può essere l'egoismo di singoli Stato nazionali bensì la maggiore vicinanza ai bisogni dei cittadini, come Alto Adige, Trentino e Tirolo stanno facendo con il GECT dell'Euregio." Arno Kompatscher ha infine ribadito l'esigenza che la futura macroregione alpina possa contare "su una governance che dia una certa continuità ai diversi livelli della strategia e quindi su un coordinatore." Il Presidente ha concluso il suo intervento pubblico con un passaggio in tedesco per ribadire la necessità di tenere presente l'aspetto culturale, il valore della molteplicità culturale e dell'identità.

I sottosegretari Bressa, Della Vedova e Degani hanno ricordato l'importanza di questa tappa milanese: "Vogliamo guardare le Alpi oltre il criterio delle connotazioni politiche, puntando a una modalità innovativa di cooperazione e a legami tr i territori." Bressa ha ricordato la stretta collaborazione necessaria tra i livelli statali, regionali e transfrontalieri: "La sfida è questa. Serve un maggior coordinamento per usare meglio le risorse esistenti e le sinergie possibili." Il presidente della Lombardia Maroni, che coordina le regioni italiane nella macroregione, ha sottolineato la volontà di recepire le istanze della società "per ripensare l'assetto europeo, perché la macroregione alpina non è un'utopia ma un progetto reale, di un'Europa più vicina ai popoli." Dovrà essere un "laboratorio di progetti concreti e fattibili, a cominciare dalla programmazione UE 2014-2020." Attraverso la montagna, ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni e del Piemonte Sergio Chiamparino, "possiamo far riscoprire la terra ai giovani" e ha ribadito che la macroregione non è contro gli Stati nazionali ma vuole rendere più forte il rapporto tra l'Europa e i suoi territori.

La bozza di piano individua tre ambiti prioritari di intervento su cui concentrare le azioni: migliorare la competitività e la coesione della Regione alpina (sviluppare l'innovazione e la capacità di ricerca delle imprese, promuovere alti livelli di occupazione), assicurare l'accessibilità e la connettività a tutti gli abitanti della Regione alpina (migliorare i sistemi di trasporto in termini di sostenibilità e qualità e l'accessibilità delle aree alpine, garantire una società più connessa), rendere la Regione alpina attrattiva sul piano ambientale (rafforzare le risorse naturali e culturali, migliorare l'efficienza energetica e la produzione sostenibile di energia rinnovabile, affrontare la gestione dei rischi naturali e il cambiamento climatico). 

 

pf


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